onsdag 1 juli 2009
måndag 8 juni 2009
Vizi Privati
fredag 5 juni 2009
Ritmi di vita
Lamentarsi e' una cosa orrenda, ma da quando e' arrivata la piccola detesto stare a casa sola con i bambini la sera: se il papa' non c'e' all'ora di dormire gli viene la cazzimm' acuta e sono ingestibili.
A dire il vero succede abbastanza spesso anche se resta in Spagna siccome qui la vita da ufficio dello spagnolo medio inizia alle 08,00 e finisce alle 22,00 (pausa pranzo di 1 ora al ristorante, abbiocco post-pasto hispanico, ampie navigate private in rete, multiple pause caffe' e sigaretta, smadonnamenti nel traffico annessi... ma organizzarsi meglio e andare a casa prima no: penserebbero che sei un fannullone e bisogna far vedere che si lavora! ).
fredag 29 maj 2009
Nunc est bibendum!
Non che adesso possa dire di sapere lo svedese, ma l'esame e' andato bene... nell'orale ho parlato della Svizzera e il fatto che anche l'esaminatrice fosse helvetiofila e nauseata dagli sverigeofili credo abbia aiutato non poco...
Parliamo piuttosto dell'affermazione aspirata e delle quotidiane scoperte dell'acqua calda ... l'altra mattina, come ogni mattina, portando i bimbi al dagis, ascoltavamo il cd dei Mummitrollet recitato in uno svedese limpido, piacevole e comprensibilissimo grazie all'accento finlandese della narratrice.
torsdag 28 maj 2009
Spagna vs Svezia senza accenti
tisdag 19 maj 2009
È un anno che non vado in Italia e per forza di cose mi sono disabituata ad un sacco di sapori quotidiani che fino a qualche anno fa credevo indispensabili. I primi anni mi portavo valigiate di cibo e ogni volta che qualcuno mi veniva a trovare dall'Italia aveva una lista interminabile di cose da introdurre in terra hispanica.
Questa sera arriveranno i miei genitori ed è bello notare come la lista si sia ridotta ad una, immancabile, sacra, helvetica e profondamente affettiva cosa!
E non ci sono Colacao, Oboy o Ögonblick che tengano....
genographic project e sindrome del nido (pieno)
Nel 2006, quando aspettavamo con una certa ansia il nostro secondogenito, all'improvviso ho avuto un fortissimo interesse istintivo (mai, dico MAI avuto prima) negli alberi genealogici e nella storia delle nostre famiglie, ho avuto il bisogno di sapere tutti i nomi degli antenati, di conoscere tutte le loro storie e di vedere e mettere in ordine tutti i loro volti sfocati e misteriosi impressi sulla carta ingiallita delle vecchie foto conservate per anni nelle soffitte svedesi, nelle cantine spagnole e nelle case di mezzo parentado in Italia. Era come se, più o meno consapevolmente, cercassi un incoraggiamento e volessi prendere più coscienza dell'ampio processo di cui la nuova nascita era, in un certo senso, la parte culminante. Non entro nei meriti etici o scientifici del progetto (comunque molto interessante) ma è incredibile il numero dei volontari che da tutto il pianeta ha contribuito, e continua a contribuire, in questi tre anni alla creazione di una banca dati enorme e mi chiedo da dove nasca questa curiosità, evidentemente molto diffusa, di conoscere la propria storia, le proprie origini e il proprio percorso.
È come se nell' urgenza di mischiarsi, nella forte e istintiva attrazione per il differente da noi, nella tendenza costante all'evoluzione e al miglioramento -genetico e culturale- si nasconda una sorta di atavico timore di perdersi, un'ansia di conoscere il più esattamente possibile le proprie "vere" radici ... come se servisse davvero a qualcosa.
måndag 18 maj 2009
La famiglia (vittimistica) ai tempi di YouTube
Meno male che esiste YouTube, almeno i bambini vedono lo zio, sanno che faccia ha, che voce ha, che mestiere fa siccome è sempre in giro per il mondo, sempre impegnato, senza mai nemmeno il tempo per una telefonata... ma loro imparano tutte le canzoni a memoria lo stesso, così quando (magari) un giorno si incontreranno avranno qualcosa da dirsi.
nè'?
:-D
söndag 17 maj 2009
torsdag 14 maj 2009
¡GRÄSHOPPORNA !

Mi hanno appena comunicato che l'esame di svedese sarà il 20 maggio. L'area del mio cervello in cui risiede la codardia è partita in quarta:
- devi stare fuori casa tre ore, il bebis morirà di fame;
- il 20 arrivano suocera + genitori, non li vedi da mesi, lasciarli a casa soli sarebbe da str****;
- anche se la stampa non ne parla più il pericolo febbre suina è ancora molto alto ed è meglio evitare luoghi affollati;
-non ti serve a niente;
-devi consegnare le bozze entro il 25 e il 21 maggio dalle 17,00 alle 20,00 sembra un ottimo momento per lavorare;
-le previsoni mettono pioggia e sai che quando cadono due gocce il traffico qui si paralizza;
-ci sarà un'inondazione...
onsdag 13 maj 2009
Sull'italiano all'estero parte1
E una svensktrashperla anni'80 (notare la rima du gamla du fria/ pizzeria/ mamma mia :-S)
Il tempo e le mode passano ma l'essenza tamarra, pizzofila e iper-testosteronica quella rimane.
tisdag 12 maj 2009
Ipocondria e cucina giapponese
Da quando ho saputo (3 giorni fa) che in Giappone c'è il più alto tasso di longevità e il più basso di malattie cardio-vascolari del pianeta ho cambiato radicalmente le abitudini alimentari di casa che si stavano un po' troppo spagnolizzando. I bambini hanno apprezzato parecchio, il grande un po' meno ma si abituerà.
Non sono tutte così negative le conseguenze di un'infanzia otaku!
tisdag 5 maj 2009
"...e anch'io per non essere antiquata, mi metterò un gioiello..."
La concha de MarbellaIl sole orgoglioso, a tratti presuntuoso, dell' Andalucia ha risvegliato l'extro fiero e potente degli abitanti del nostro giardino (cucarachas di 10 cm incluse).
Siamo a tre ore da casa ma mi sembra di essere dall'altra parte del mondo. Sono molto affezionata a questa grande casa, austera di gusto arabeggiante e in continua inquieta evoluzione: esattamente come el suegro J.
Sono ormai affezionata anche ai sapori della costa: alla frutta che sa di ambrosia, al pesce fritto, ai pomodori dolcissimi e ai vini freschi e corposi, e mi vengono ancora i brividi, dopo tanti anni, ogni volta che vedo spuntare dall'orizzonte il maestoso e solenne continente africano.
fredag 1 maj 2009
söndag 26 april 2009
ANTTI LAITINEN
"Olin metsässä neljä vuorokautta ilman ruokaa, juomaa ja vaatteita. Dokumentoin tämän prosessin"webbsidan
fredag 24 april 2009
lördag 7 mars 2009
tisdag 10 februari 2009
Svensk dubbelmoral?
Post riveduto corretto e tagliuzzato in postproduzione per quieto vivereSon tutti belli i bambini del mondo, ma se sono biondi e con gli occhi azzurri è meglio.
I bambini del sud-Europa sono fortunati: vivono in grandi famiglie allegre in posti pieni di luce (ma poi, poveretti, i loro genitori urlano, li picchiano e li fanno mangiare troppo).
Al dagis come merenda meglio portare frutta e carote crude, che lo zucchero è così underklass! Poi a casa korv, ketchup, burro, cola e godis a go go.
E' bene che bevano almeno 2 litri di latte intero ghiacciato al giorno, che fa bene alle ossa e ai denti e soprattutto evita che restino di statura piccola (sai che disgrazia!).
Vanno lasciati incondizionatamente liberi di esprimersi sia fisicamente che verbalmente e non vanno ripresi in pubblico, l'educazione e il rigore si applicano solo dentro casa... a volte.
I bebé dormono in una pelle di pecora (molto neo-romantico-vikingo) e rigorosamente all'aperto che fortifica e fa tanto bene ai polmoni (in realtà lasciarli a -15º avvolti nel tepore del loro overall e della loro pecora, con il ticchettìo ipnotico della pioggia, assicura 5 ore filate di sonno profondo e meritata pace genitoriale).
Vengono iniziati ufficialmente alla lettura e alla scrittura a 7 anni, che prima devono giocare, disegnare e cantare: sono solo un bambini! Salvo poi ricervere a partire dai 3 anni "lezioni" casalinghe di scrittura e lettura da mamma e papà, ma, anche se tutti lo fanno, è meglio che non si sappia in giro o si potrebbe essere giudicati arrivisti o violatori dei diritti dei bambini ( vedi articolo 3 e 4 della legge di Jante).
A scuola non esistono i voti e non esiste la bocciatura: troppo traumatici. Non esistono nemmeno i compiti a casa: inutile fonte di stress! http://italiadallestero.info/archives/732
Queste non vogliono essere generalizzazioni o critiche ma semplici osservazioni personali-critiche basate su esperienze dirette quindi soggette, per loro natura, all'equivoco (ho usato un tono un po' st****o, lo ammetto).
Molte delle cose sopra descritte mi trovano d'accordo, altre, o volere o volare, ho dovuto accettarle, su altre ancora ci sto riflettendo ma con un po' di tempo dovrò farmele andar bene siccome ho deciso di farmi ospitare e interagire con questa cultura (a meno di vincere il superenalotto spagnolo e trasferirmi al volo con tutta la tribù in un castello nel Vaud).
Conoscendo un po' più da vicino le cose, ora percepisco tutto come un piacevole teatro a cui i bambini si abituano presto, che ha come scopo quello di edulcorare le apparenze, assicurare agli educatori vita facile e che ha come effetto collaterale quello di rimandare il processo di crescita e l'esperienza del confronto con gli altri. Nessun problema se si nasce, cresce, vive, muore i norden, ma mi chiedo quanto violento possa risultare l'impatto con la realtà appena un pre-adolescente figlio di questa generazione mettera' il naso fuori dalle proprie quattro mura iperprotette, soprattutto nell'attuale realtà globale che mira ad un'altissima preparazione culturale ed educa alla competitività agguerrita fin da molto piccoli. Non dico che i valori della tendenza globale siano i migliori, ne' che il sistema educativo famigliare e statale italiano sia meglio (basta dare un occhio alle statistiche dei test del P.I.S.A.) ma una sana via di mezzo magari...
È ufficiale: sono in piena "fase disincanto" del percorso dell'immigrante.
PS:
A onor del vero (che poi sembra sempre che parlo male dell'altra metà della famiglia ;-)) stando a contatto con una cultura diversa ho anche imparato molte cose interessanti, tipo che i bambini non muoiono se fanno il bagno in un lago ghiacciato dopo aver mangiato (non ho ancora capito come sia possibile!) che non muoino nemmeno se bevono il latte appena tolto dal frigorifero e che effettivamente metterli a dormire all'aperto avvolti in una pelle di pecora è un toccasana per i nervi di tutta la famiglia!
lördag 7 februari 2009
torsdag 5 februari 2009
Fare lo svedese
NI IDEA= non ne ho idea, non so. (foto di A.Bacca da verbalia.com)Qui in Spagna è molto diffusa l' espressione hacer el sueco (fare lo svedese) per indicare una persona che per convenienza finge di non capire, più o meno l'equivalente delle nostre fare il finto tonto, fare lo gnorri o fare l'indiano. È curioso notare come questa espressione così poco gentile sia diffusa in un Paese con un'altissima presenza di turisti e residenti svedesi come la Spagna, ma loro non se la prendono e sono i primi a scherzarci su (che altro potrebbero fare del resto?). Non si conosce con certezza l'origine di questo modo di dire comune a molti altri Paesi hispanohablanti, in rete circolano 4 o 5 differenti teorie storiche più o meno attendibili, mentre la gente crede sia attribuibile all' estrema ingenuità, a volte difficile da credere autentica, degli svedesi.
onsdag 4 februari 2009
Gul och blå: non è mai troppo presto
E poi, se proprio dobbiamo ammetterlo, quella svizzera o quella europea sono molto più graziose!
lördag 31 januari 2009
Men...jag föstår inte....
fredag 30 januari 2009
PALT PARTY
Ieri ci siamo concessi un notturno trasgressivo e leggerissimo paltparty. I Palt sono la versione svedese degli knödel tedeschi e austriaci, dei canederli altoatesini e dei pizzoccheri al cucchiaio vlatellinesi... ovvero del piatto povero-contadino- centroeuropeo per antonomasia: gli gnocchi. Come per gli altri tipi di gnocco, il concetto del palt è di riuscire a riciclare avanzi ottenendo qualcosa di commestibile, il più calorico, saziante ed economico possibile, tralasciando clamorosamente l'aspetto estetico.La preparazione originale è piuttosto lunga (http://es.youtube.com/watch?v=lGkOlcaPN74 ) , così ho rielaborato questa ricetta fusion-express che, ne sono consapevole, farebbe rabbrividiere qualsiasi massaio/a svedese (a patto che esistano) esattamente come rabbrividirebbe qualsiasi massaia italiana vedendo mettere il ketchup sugli spaghetti.
Ingredienti:
.2 kg di patate
.6 dl di farina
.1 cucchiaio e mezzo di sale
.un pizzico di noce moscata
Per la farcitura:
ci si può mettere di tutto, dalla renna, al maiale, al prosciutto osv...
Ieri, ad esempio, ci ho messo:
.1 salamino piccante
.150 gr di carne macinata
.mezza cipolla tritata
.uno spicchio d'aglio
.chiodi di garofano macinati
.vino bianco q.b.
.pepe nero macinato
.sale
Procedimento:
Cuocere le patate e ridurle a purea, unirvi la farina, il sale, la noce moscata e formare delle palle grandi quanto una piccola arancia. Praticare un foro con un dito, allargarlo con delicatezza e riempirlo con il composto così ottenuto:
rosolare con un po' di burro la cipolla e l'aglio intero, aggiungere la carne e sfumare il tutto con un po' di vino bianco. Unirvi sale, pepe, un pizzico di chiodi di garofano macinati e cuoecre a fuoco vivo per qualche minuto. Far raffreddare e aggiungere il salamino tagliato a cubetti piuttosto piccoli.
Sigillare i palt, tuffarli in acqua bollente leggermente salata, una volta riemersi lasciarli cuocere altri 3-4 minuti, raccoglierli delicatamente con una schiumarola e servirli caldissimi accompagnati da un pezzetto di burro, della marmellata di mirtilli rossi e un bicchiere di latte freddo. (Non sono male nemmeno saltati con un po' di burro, salvia, bitto, parmigiano e accompagnati da un bel bicchiere di Canua).
Esiste anche una versione gothic a base di sangue: il blodpalt:
wiki-curiosità etimologica: knödel deriva dal tedesco knot (knut in svedese) che significa nodo, grumo e canederli è l'italianizzazione della pronuncia di knödel (cnedl)... si insomma, con un po' di fantasia!lördag 24 januari 2009
ARTE DAL NORD
L'ossessione per la luce, per esempio: da bravo scandinavo la cerca continuamente, la manipola, la controlla, la piega alle leggi estetiche della matematica e la restituisce nelle sue opere in un sistema di perfetto equilibrio, apparentemente semplice, sobrio ed elegantissimo. Ricorre spesso all' utilizzo del ghiaccio, della neve, dell'acqua e le sue opere hanno l'aria di essere state create dal sistema olistico della natura piuttosto che da un solo uomo in uno spazio e periodo di tempo limitati. Mi piace un sacco il suo modo di lavorare! In questo periodo è fonte di forte stimolo e ispirazione.
Anche la sua immagine, così per bene, sottotono, intellettuale e rassicurante, lontano dai clamori eccentrici e dai vestiti griffati degli artisti del 2000, lo conferma esattamente un uomo del suo tempo e del nostro futuro.... (si sa: prima gli artisti, poi i ricchi, poi tutti).
Ice pavillon (http://www.olafureliasson.net/selected_works/sw_15.html) in particolare, è l'opera che avrei voluto pensare: semplice e bellissima come un tempio panteista!
måndag 19 januari 2009
ORO, INCENSO, MIRRA E MJÖD
söndag 18 januari 2009
Lettere al direttore

"Cara Bianca,
visti i tempi che corrono io ti consiglierei di fare domanda come commessa al supermercato. Invece, se hai tempo e denaro da buttare, frequenta pure l’Accademia di Brera o il DAMS. Si tratta pur sempre di quattro anni di baldoria e di vita felice,
tra spinelli, sesso libero, nottate in discoteca e studio niente. Cosa c’è di meglio, oggi? Se potessi tornare indietro lo farei pure io."
onsdag 14 januari 2009
SVEZIA, ovvero Svizzera-vorrei-ma-non-posso-nondum-matura-est-helvete!
Sigh!
Sarà meglio togliersi dalla testa certe fantasie... e subito... dopotutto la Svezia è un bel posto.
Qualcuno però sembrava trovarsi a proprio bell'agio tra caprette, prati, boschi e björnbär...
¡DET SNÖAR!

D'inverno, dalle 2 alle 6 del mattino esclusi i fine-settimana.
Quando nevica sul serio: una volta ogni 25 anni.
Ecco, anche Madrid, a volte, sa essere una città bellissima!
En invierno, a partir de las 2 hasta las 6 de la mañana -fin de semanas no incluidos-.
Cuando nieva de verdad: una vez cada 25 años.
Pues...de vez en cuando Madrid sabe ser una ciudad espectacular!
torsdag 8 januari 2009

30 dicembre 2008,
Fragile, purpurea, vitale e preziosa come un acquarello di Egon Schiele.
Ha un nome visigoto che le assicura una salute di ferro, il nome di una cara antenata per ricordarle che è parte di un processo e il nome latino di una santa: trait d'union tra cultura cattolica italiana e misticismi pagani svedesi.
Dolcissima e perfetta!
måndag 29 december 2008
...ORMAI CI SIAMO...
La nonna le sta leggendo una storia. Ha una bellissima voce: matura, rassicurante e colorita da un leggero accento nord-svedese. Nell'altra stanza Hans-Axel cerca di addormentare il piccolo Thor cantando "Byssan lull". Io cerco di farmi passare la tachicardia chattando con la Cin*.
¡Que sea lo que Dios quiera!
söndag 28 december 2008
JANTELAGE: lo standard obbligatorio della mediocrità
Cazzeggiando in rete nel tentativo di distratrmi dall'ansia del parto imminente, mi sono imbattuta in un’ illuminante definizione-stereotipo che descrive in modo efficace l’aspetto forse meno comprensibile della cultura scandinava: quella peculiare condizione umana, sociale e culturale che molti svedesi expat definiscono bonariamente: "l'essere sostanzialmente delle patate".La parola magica è Jantelagen (in danese e norvegese Janteloven), significa "la legge di Jante". Da Wiky: Jante è il nome di un piccolo villaggio danese nel romanzo "Un fuggitivo incrocia le sue tracce" del 1933 dello scrittore norvego-danese Aksel Sandemose. In questo villaggio, ogni aspetto della vita morale e sociale è regolato da un codice severo che mira alla creazione di uno spirito comunitario e un sistema di controllo molto forti a discapito delle inclinazioni e dei bisogni di affermazione dell'individuo: come gli effetti di un mix estremo di egualitarismo social-democratico e morale protestante.
Ecco il codice tradotto:
1) Non devi credere di essere qualcosa.
2) Non devi credere di valere quanto noi.
3) Non devi credere di essere più intelligente di noi.
4) Non devi immaginarti di essere migliore di noi.
5) Non devi credere di saperne più di noi.
6) Non devi credere di essere più di noi.
7) Non devi credere di essere capace di qualcosa.
8) Non devi ridere di noi.
9) Non devi credere che a qualcuno importi di te.
10) Non devi credere di poterci insegnare qualcosa.
C'è inoltre un undicesimo articolo detto la legge penale di Jante:
11) Forse non sai che so qualcosa su di te?
Il codice è stato scritto in riferimento ad una società di quasi cent'anni fa, molto diversa dalle società nordiche contemporanee. Oggi, nonostante i valori della Janteloven siano profondamente radicati nella cultura scandinava, vengono considerati, forse con un eccesso di ottimismo, poco più di uno stereotipo antiquato: ambizione e individualismo sono molto diffusi tra le nuove generazioni e sempre più spesso le diversità culturali vengono viste come un arricchimento anziché come una minaccia.
tisdag 23 december 2008
INKOKT LAX
Ricetta rapidissima e d'effetto della tradizone natalizia svedese, adatta ad una fanciulla al nono mese di gravidanza che non ha molta voglia di spadellare e non vuole arrivare a mani vuote all' almuerzo navideño de los Fernandez.SINCRETISMI NATALIZI FAMIGLIARI
In Svezia (almeno nella famiglia di Hans-Axel) il pranzo era il 24 dicembre, poi consegna dei regali e pomeriggio di gioco. I regali li portava il *Tomte in cambio di una scodella di grött (una crema d'avena o riso).
*In realtà, al principio, i tomtar erano tanti e venivano solo a mangiarsi il grött che veniva preparato e lasciato fuori dalla finestra per tenerli buoni ed evitare che facesero guai in casa. Poi il tomte si è ibridato alla figura di Babbo Natale, ha iniziato a vestirsi di rosso, a portare regali e a farsi chiamare Jultomte.
Qui in Spagna si festeggia la notte del 24, ma i regali vengono portati da los Reyes Magos la notte del 5 gennaio, la vecchia tradizione vuole che si lasci un po' d'acqua per i cammelli, lucido per le scarpe dei re magi e un po' di torrone e frutta.
Quest'anno succederà esattamenete quello che speravo di evitare: i bambini si ritroveranno a scartare un mucchio di regali il 24, 25, 5 , 6 e a bersi le storie di babbo natale, gesù bambino, la befana, i re magi e il tomte, siccome -comprensibilmente- nessuno ha voglia di cambiare le proprie abitudini.
Noi abbiamo deciso di optare per la storia dei tomtar in futuro, proponendola come una leggenda anziché come un fatto reale. Metteremo per gioco il grött fuori dalla finestra e i regali sotto l'albero li metteranno mamma e papà: meno inganni, meno traumi e un po' di tradizione e magia in più.
måndag 22 december 2008
ESTETICA MEDIATICA E VITA REALE
"Julie", opera di Rineke Dijkstra, 1994***Post vagamente polemico, filo-femminista, non immune da qualche luogo comune***
Leggendo (o almeno, cercando di leggere) "Allt om barn" mi sono imbattuta in questo servizio fotografico : http://www.alltombarn.se/foraldraliv/shape-of-a-mother-1.5962/bloggen-som-visar-den-riktiga-kvinnokroppen-1.3657?image=0 (cliccare su "nästa bild" per far scorrere le immagini).
Già con le precedenti gravidanze mi era successo di vedere, sulle riviste specializzate svedesi, servizi simili: crudi e profondamente onesti sul "prima e dopo" parto.
Adoro il rapporto sereno e naturale che, evidentemente, gran parte delle donne svedesi ha con la fisicità (Parlo di donne adulte, non di adolescenti e post-adolescenti: loro sono pacchiane in tutto l’orbe terracqueo, e guai se così non fosse!).
Sarà che se lo possono permettere, siccome la loro media estetica ha degli standard piuttosto alti, o sarà che il pensiero femminista ha condizionato e moderato il diffondersi di pratiche di “bambola-gonfiabilizzazione e plastificazione” mediatica della donna, al contrario delle folkloristiche e tribali usanze maschiliste latine. Fatto sta che la loro tendenza ad accettarsi, a truccarsi poco, vestirsi e acconciarsi semplicemente, trovare ridicolo il tacco alto alle tre del pomeriggio, avere buon gusto insomma, mi piace molto. Soprattutto mi piace l'assenza, per lo meno apparente, di quell' ottusa ossessione estetica, spesso sfociante nel kitsch e nella volgarità, che caratterizza una buona percentuale delle donne latine (per intenderci: quella che le spinge a spalmarsi quintali di trucco e bruciarsi i capelli a suon di piastra e tinte, o quella che le spinge a comprare riviste il cui unico scopo è distruggere l'autostima e vendere prodotti per aumentare l'autostima).
Capita spesso, per esempio, sfogliando riviste svedesi a tema gravidanza, di imbattersi in immagini di donne che non temono di mostrarsi sovrappeso, struccate, con il capello non proprio fresco di salone e l’aria stanca..così com'è abbastanza comune all’ottavo mese di gestazione!
Servizi come questo in Italia e Spagna non venderebbero, siccome a alla donna sud-europea evidentemente, piace farsi del male contemplando una perfezione irraggiungibile, innaturale e standardizzata. Una futura mamma svedese, probabilmente, sfogliando una rivista tematica italiana o spagnola, si sentirebbe presa in giro o si farebbe due risate guardando questi personaggi pacchiani e improbabili: super felici che mangiano frutta e cibi sani ammiccando con sorrisi plastici all’obbiettivo, super truccati, super eleganti, con tacco 12 e in perfetta forma anche al nono mese.
Lo stesso succede con alcune campagne pubblicitarie di marchi cosmetici internazionali. Solitamente rappresentano i faccioni della modella-attrice di turno con il rossetto che-ti-cambia-la-vita o il fondotinta che ti toglie 35 anni in un botto... ecco, mi è capitato di notare come gli stessi identici faccioni, delle stesse identiche campagne pubblicitarie in Italia, Spagna e, suppongo, Sud America fossero smussati, riflessati e lisciati a colpi (neanche troppo abili e discreti) di photoshop, mentre in Svezia apparivano più umani: con zampette di gallina, rughine d’espressione e pori dilatati.
Francamente mi piace l’idea di risparmiare ai miei bambini tutti quei pregiudizi e valori machisti che, più o meno consapevolmente, vengono inculcati da famiglia, società, media di comunicazione, fin dalla prima infanzia. Qui in Spagna e in Italia sarebbe impossibile: il vivere quotidiano e la cultura vigente confuterebbero ogni giorno le tesi educative famigliari, crescendo individui confusi e schizofrenici. Ma “su”... si insomma... “su” l’impresa, almeno da questo punto di vista, sembra più semplice.
torsdag 18 december 2008
SVERIGE FÖR SVENSKAR (la Svezia agli svedesi!)
Sembra una barzelletta.Una non più giovanissima paziente di S. –che chiameremo Gudrun- è solita girare indossando uno stemma che riporta: “Sverige för svenskar” e non si lascia scappare occasione per promuovere le ideologie politiche del suo gruppo.
Un giorno di forte tormenta la nostra Gudrun si vede costretta a chiamare un taxi, siccome deve recarsi in centro per una visita e la fermata del bus è troppo distante da casa sua, viste le condizioni metereologiche.
Il taxi arriva e, come spesso accade, a guidarlo è un ragazzo straniero. La signora, una volta salita, inizia con la sua solita solfa compulsiva su quanti immigranti ci siano in Svezia, di quanto lo Stato debba faticare per mantenerli, di come La Svezia sarebbe un posto migliore se ognuno se ne tornasse al proprio Paese osv. osv....
Il ragazzo, senza farne tante, ferma il taxi, fa scendere la signora e riparte lasciandola in mezzo al niente e alla tormenta. L’ impavida Gudrun, non si da per vinta e un po' a piedi, un po' in bus riesce ad arrivare alla clinica, seppur con grande ritardo.
S. vedendola arrivare due ore dopo l’ora stabilita e in condizioni disastrose (affaticata, bagnata, e arrabbiatissima) le offre un caffè, degli asciugamani e le chiede cosa sia successo. “ È stato un immigrante! Guardi qui di cosa sono capaci! Lasciare un’anziano in mezzo alla strada con questa tormenta! Dovrebbero tornarsene tutti al loro Paese!...”
Ora al di là dell’episodio estremo della signora Gudrun, l’aspetto che più mi inquieta del trasferirmi in questo Paese, senza girarci troppo intorno, è il razzismo: diffuso e subdolo ma ben mascherato da una lucente cappa di civile ed equilibrata political correctness. È un razzismo implicito e impalpabile, sottinteso, difficilmente percettibile "da fuori", ma piuttosto evidente e "naturale" una volta che si entra a far parte più in profondità del tessuto culturale svedese.
Qualche tempo fa credevo che avere i capelli biondi, gli occhi azzurri, parlare con perfetto accento stoccolmese-classe alta e avere un cognome svedese fosse sufficiente per non dare troppo nell’occhio. Ora non ne sono più molto convinta. Ci sono giorni in cui mi spaventa l'idea che i miei figli saranno sempre considerati dallo Stato mezzi osvenskar, che possano crescere senza un'identità culturale definita e che possano sentirsi alieni nella loro stessa terra. Sono timori stupidi e provinciali. Ma oggi è un giorno così...
onsdag 17 december 2008
PREGIUDIZI
Le guardo e mi sembrano tutte uguali..."Non ne ho idea!" rispondo.
"Ma come? Sei italiana!"
...Il famoso tarocco alpino da tavola...
måndag 15 december 2008
CASA
È stata una Sankta Lucia triste senza di lui.
La vikinghina che ho nella pancia sembra li' li' per uscire da un momento all'altro.
tisdag 9 december 2008
JULBORD
Alla fine, dopo tanto stress organizzativo, *Il julbord madrileño è stato un bell'evento! Tanta gente rilassata e simpatica proveniente un po'da tutt' Europa, tanto buon cibo (grazie all'IKEAfood per le materie prime!!!), alchool quanto basta e julmust a fiumi. Il menù era il solito: qualche variante di sill, un paio di declinazioni di salmone, julskinka (ho scoperto che esistono i termometri da prosciutto!), Janssons frestelse (...è un rösti, diciamolo!!!), korv e köttbullar, patate novelle, salse e aneto a profusione, pepparkakor e glögg (anche in versione alchool free ottenuto da succo purissimo di mirtilli svizzeri, per le fanciulle in dolce attesa), il tutto preparato dalle mie osvenskissime mani!!!Ora ci aspetteranno i pesanti e caotici eventi natalizi spagnoli. Ma la nostra festa ufficiale l'abbiam già fatta, il resto è tutto teatro.
Mi piace l'idea di scegliere un giorno non convenzionale per il pranzo di Natale: si hanno meno aspettative e meno disillusioni.
*probabilmente è più corretto dire lo julbord, ma trovo esteticamente più piacevole il suono della l che contrastando con la pronuncia del suono ju ( il julbord) conferisce più ritmo e musicalità. Mentre usando l'articolo lo, si creerebbe un antiestetico vuoto vocalico: lo julbord.
Confessioni di un malandrino

Non a tutti è dato di cantare,
non a tutti è dato di cadere
come una mela ai piedi di qualcuno.
Eccovi la suprema confessione,
quella che può farvi un malandrino.
Mi piace spettinato camminare
col capo sulle spalle come un lume
così mi diverto a rischiarare
il vostro autunno senza piume.
Mi piace che mi grandini sul viso
la fitta sassaiola dell'ingiuria,
l'agguanto solo per sentirmi vivo
al guscio della mia capigliatura.
Ed in mente mi torna quello stagno
che le canne e il muschio hanno sommerso
ed i miei che non sanno di avere
un figlio che compone versi
ma mi vogliono bene come ai campi,
alla pelle ed alla pioggia di stagione
raro sarà che chi mi offende scampi
dalle punte del forcone.
Poveri genitori contadini
certo siete invecchiati, ancor temete
il signore del cielo e gli acquitrini
genitor che mai non capirete
che oggi il vostro figliuolo è diventato
il primo fra i poeti del paese
ed ora con le scarpe verniciate
e col cilindro in testa egli cammina.
Ma sopravvive in lui la frenesia
di un vecchio mariuolo di campagna
e ad ogni insegna di macelleria
alla vacca s'inchina sua compagna.
E quando incontra un vetturino
gli torna in mente il suo concio natale
e vorrebbe la coda del ronzino
regger come strascico nuziale.
Voglio bene alla patria benché
afflitta di tronchi rugginosi
mi è caro il grugno sporco dei suini
e i rospi all'ombra sospirosi
son malato d'infanzia e di ricordi
e di freschi crepuscoli d'aprile.
Sembra quasi che l'acero si curvi
per riscaldarsi e poi dormire.
Dal nido di quell'albero le uova
per rubare salivo fino in cima
ma sarà la sua chioma sempre nuova
e dura la sua scorza come prima.
E tu mio caro amico vecchio cane
fioco e cieco ti ha reso la vecchiaia
e giri a coda bassa nel cortile
ignaro delle porte dei granai.
Mi sono cari i miei furti di monello
quando rubavo in casa un po' di pane
e si mangiava come due fratelli
una briciola, all'uomo ed una al cane
io non sono cambiato,
il cuore ed i pensieri son gli stessi
sul tappeto magnifico dei versi
voglio dirvi qualcosa che vi tocchi.
Buonanotte, la falce della luna
si cheta mentre l'aria si fa bruna
dalla finestra mia voglio gridare
contro il disco della luna.
La notte è così tersa
qui forse anche morire non fa male
che importa se il mio spirito è perverso
e dal mio dorso penzola un fanale.
O pegaso decrepito e bonario
il tuo galoppo è ora senza scopo
e giunsi come un maestro solitario
e non canto e non celebro che i topi.
Dalla mia testa come uva matura
gocciola il folle vino delle chiome
voglio essere una gialla velatura
gonfia verso un paese senza nome.
Sergej Esenin, 1920
(Traduzione di Renato Poggioli,1976)
torsdag 4 december 2008
PANE E CIOCCOLATA (Franco Brusati, 1973)
Ho uno splendido ricordo, seppur molto vago, di questo film. È la storia di un immigrante italiano in Svizzera, con un forte complesso di inferiorità culturale. Il protagonista (Nino Manfredi) una volta trovatosi senza permesso di soggiorno,dopo essere stato sorpreso ad orinare contro un muro, cerca in ogni modo di restare in terra helvetica mimetizzandosi tra gli svizzeri, o meglio, omologandosi ad un concetto personale e ideale di “svizzero”: vestendosi bene e tingendosi i capelli di un improbabile biondo paglia. Un dettaglio geniale del film è la ricrescita di Nino, che aumenta, scura, imbarazzante e decadente, man mano che l’esasperazione del protagonista per la sua situazione scomoda degenera. Fino alla decisione di tornare in Italia, nonostante il conseguimento del tanto sospirato permesso (non prima di essere stato scoperto dopo aver esultato per un goal dell’Italia contro la Svizzera, in un caffè di Zurich).
Nino sul treno incontra altri compatrioti che festeggiano il loro rientro in Italia. Una serie di inquadrature allucinate di queste persone che cantano patetiche e rassegnate, mangiano, urlano, descrivono bene il crescendo di disagio, malessere e inadeguatezza di Nino: ormai non si riconosce più nei costumi dei suoi connazionali. Il treno entra in un tunnel. Si sente il rumore del freno d'emergenza e poco dopo Nino esce camminando sulle rotaie, da solo, con la sua valigia di cartone e la giacca in mano: vuole tornare a casa. Né italiano, né svizzero: come una betulla in mezzo alla settimana...(ogni riferimento a persone esistenti ed a fatti realmente accaduti e' puramente casuale).
onsdag 3 december 2008
IL BUON CUORE DELL'ALCE
H.A.: "Con il vicino: il pescatore. Mi ha tenuto un'ora parlandomi del buon cuore dell'alce"
F.F.: "Che romantico!"
H.A.: "No no, lo sta affumicando: buono da mangiare!"
tisdag 2 december 2008
måndag 1 december 2008
Prima domenica d'avvento
söndag 30 november 2008
MUMMA
Traduco a braccio da Wikipedia (visto che il piccolo Thor si è alzato alle 5,35 riaddormentandosi alle 7,00 ed io, ormai sveglia come un grillo, non ho nulla di meglio da fare):La mumma (il femminile è d'obbligo vista l'assonanza con "manna", "mamma" n.d.t.) è una bevanda tradizionale svedese che si prepara, solitamente, in occasione del Julbord.
Viene preparata con porter (birra scura di tradizione inglese), birra, vino di porto bianco e gassosa. La ricetta base può essere personalizzata con altri ingredienti, per esempio, molto popolare è la mumma aromatizzata al cardamomo. Il vino non è un ingrediente indispensabile e la gassosa può essere sostituita da zucchero, meglio se sottoforma di sciroppo, siccome lo zucchero granellato fatica a sciogliersi negli altri ingredienti freddi.
Nelle occasioni speciali la mumma viene preparata con spumante e si serve accompagnta da gamberi.
“Mumma”, nel linguaggio popolare, si usa anche per definire qualcosa di buono, ( da qui "mumsi mumsi" che nel linguaggio infantile è un po' la traduzione del nostro "gnam-gnam" n.d.t.).
Ecco la ricetta base:
ingredienti:
-3 bottiglie di porter da 33cl
-2 bottiglie di birra leggera da 33cl
-1 bottiglia di gassosa da 33 cl
-2 dl di porto bianco
-2 dl di succo d’arancia appena spremuto
preparazione:
Poco prima di servire, mischiare tutti gli ingredienti precedentemente raffreddati in frigorifero, in una grande brocca..
Versare la mumma sollevando bene la brocca dal bicchiere, in modo da formare una bella schiuma.
Skål!
fredag 28 november 2008
SVENSKA
tisdag 25 november 2008
TYPISK SVENSK PARTY
Scena del film tratto dal romanzo "Populärmusik från Vittula" di Mikael Niemi (2000) pubblicato in italiano da Iperborea.
måndag 24 november 2008
Una stuga per l'estate
L'ho sognata per anni, ed ora che Hans-Axel vuole comprarne una, mi sono impanicata. Non riesco a dimostrare entusiasmo per una medievale forma di scaramanzia. È bellissima, di legno, con i profili bianchi, vicina al mare, con una grande lada per farci un atelier. Tante stanze per i bambini, stufe, e un sacco di terreno boschivo tutto intorno. È meravigliosa!
fredag 14 november 2008
BRÖLLOP

Il matrimonio è avvenuto 5 inverni fa, prima con un rito civile tra le Alpi innevate, e poi via verso Stockholm. Lei ha sposato lui, la sua terra e la sua cultura quella notte. Lui ha sposato solo lei.
Un rituale primitivo pagano li ha uniti per sempre e irreversibilmente in pochi minuti.
Testimoni la neve, un lago ghiacciato, il bosco, la luna crescente e una quantità nauseante di stelle. Poi un banchetto frugale nella splendida villa gialla nel bosco, a base di pesce crudo, carne secca di renna, pane, burro, mjöd e Bràulio. Semplice e perfetto!
onsdag 8 oktober 2008
Svezia: sussidio per heavy metal-dipendente

Traduco a braccio da"Rock & Blog" de “El mundo” un articolo di Quico Alsedo:
SEI HEAVY METAL-DIPENDENTE? LO STATO SVEDESE TI PAGA 400 EURO AL MESE
5 ottobre- Roger Tullgren, 42 anni, è riuscito a far si che lo Stato svedese classificasse la sua dipendenza all'heavy metal come invalidità. Una passione “infernale” che gli impedisce di vivere una vita normale. Come se gli mancasse un braccio (o qualche neurone).
Un giudice di Hasslehölm, suo luogo di nascita, ha certificato che Tullgren non può svolgere il proprio lavoro senza sottoporsi a intensive sessioni di heavy che, a volte, gli impediscono persino di portare a termine il suo lavoro.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’ ultimo (e sembrerebbe ennesimo) licenziamento del nostro eroe, che non ha potuto evitare nel 2006 di assistere a più di 300 concerti non presentandosi così tante volte sul posto di lavoro che il suo capo, poco comprensivo, l’ha lasciato per strada.
L’overdose di teschi, tatuaggi e attrezzi demoniaci vari (Roger sembra una ferramenta ambulante), non hanno avuto niente a che vedere con il licenziamento.
Tullgren stava tentando da 10 anni di far riconoscere alla giustizia svedese questa dipendenza che lo affliggeva psicologicamente. Così il giudice e l’ INEM svedese hanno trovato una soluzione: un lavoro a mezza giornata dove poter coltivare la sua passione, e una pensione di 400 euro per coprire la parte della giornata non lavorativa. Tre psicologi hanno inoltrato la richiesta.
Roger, il genio, spiegava al giornale svedese 'The Local': “Ho firmato un documento che dice: ‘ Roger non può fare a meno di mostrare il suo stile heavy metal. Questo rende difficile la sua situazione nel mercato del lavoro. Quindi, ha bisogno di un aiuto finanziario addizionale’. Così ora posso andare ad un colloquio di lavoro vestito come voglio e dare questo foglio a chi mi fa l’intervista.”
Tullgren ora lavora come lavapiatti, e il suo nuovo capo lo lascia vestire come vuole, lo lascia recuperare le ore perse in concerti e ascoltare le sue sinfonie metallare a tutto volume "tranne quando ci sono clienti", dichiara a 'The Local'.
La patologia di questo “metallomane” inizia nel 1971, quando suo fratello maggiore gli fa ascolare un disco dei Black Sabbath a tutto volume mandando il piccoloRoger in un’altra dimensione. Ancora oggi, ormai un signore di 42 anni, Tullgren suona in due bands della città, ma se fosse per lui sarebbero duecento.
Un fenomeno assoluto Roger. E un filosofo stando ad un’altra sua dichiarazione rilasciata a ‘The Local’ : “Diranno che devo crescere e ascoltare un altro tipo di musica... ma non posso. L’heavy metal è il mio stile” .
torsdag 24 juli 2008
CHOKLADBOLLAR
100 gr di burro
1 dl di zucchero
1 cucchiaio di zucchero vanigliato (o una bustina di vanillina)
2-3 cucchiai di cacao in polvere
3 dl di fiocchi d'avena
2-3 cucchiai di caffè forte
Pärlsocker o farina di cocco per decorare
Procedimento:
In una terrina mescolare l'avena con il burro fuso, il caffè, lo zucchero, lo zucchero vanigliato o la vanillina. Lasciare riposare mezz' ora nel frigorifero. Con il composto e le mani leggermente inumidite formare delle palline delle dimensioni di una noce o di un mandarino a seconda delle necessità. Passare le palline nella farina di cocco o nel pärlsocker (in questo caso sarà necessario esercitare un po' di pressione per far si che lo zucchero aderisca senza staccarsi). Servire fredde.
onsdag 23 juli 2008
tisdag 22 juli 2008
GALATEO SVEDESE ovvero Vett och etikett för invandrare

In ordine sparso:
2) Se si riceve un invito a pranzo o a cena, è consigliabile, almeno la prima volta, presentarsi con fiori, cioccolatini o del vino. L'originalità eclatante non è considerata un grande pregio. Se l'invito è meno formale ci si può occupare del dessert, dell'aperitivo o di qualche pietanza (da concordare con chi prepara il pranzo), tutto rigorosamente preparato con le proprie mani!(presentarsi, per esempio, con dei dolci da pasticceria è segno di decadenza e di scarso rispetto e interesse all'incontro).
3) È bene dire se si apprezza il cibo ma non dimostrare troppo entusiasmo o farne l'epicentro della conversazione: in generale dare troppa importanza al cibo è segno di poca maturità e poco autocontrollo. Meglio evitare di chiedere le ricette delle pietanze: potrebbe essere frainteso come scarsa fiducia verso chi ha cucinato, se proprio interessati rimandare ad un altro momento (punto 6).
4) Se non è presente personale di servizio ci si serve il cibo da soli, solitamente da un piatto di portata posto al centro del tavolo. Si inizia a mangiare quando tutti si sono serviti e a fine pasto ognuno porta il proprio piatto e le proprie stoviglie in cucina (o addirittura nella lavastoviglie, se la situazione lo permette). Questo per onorare e ricambiare il lavoro fatto per la preparazione del cibo e risparmiare ulteriore disturbo ai padroni di casa. Self-service anche per il caffè. (N.B. Lo zucchero nel caffè è percepito come segno di immaturità, anche se nessuno ve lo dirà mai!).
5)A fine pasto si ringrazia per il cibo, meglio se con la formula standard (tack för maten!), personalizzabile all'occorrenza ma senza esagerare. Mantenere un certo distacco non è segno di freddezza ma di rispetto.
6) Dopo massimo 4 giorni (c'è chi dice 7) è buona norma mandare un ringraziamento per l'invito: via e-mail, sms, telefono o carta, dipendentemente dalla formalità del rapporto e dalla finezza personale. Poche parole, un commento discreto. Se si è in sufficiente confidenza e si desidera ricevere la ricetta di una delle pietanze mangiate è il momento di chiederla.
8) In linea di massima al ristorante, al caffé, in pasticceria etc. ognuno paga ciò che consuma. Pagare per tutti può essere frainteso e visto come una forma di esibizionismo che mette gli altri nelle condizioni di sentirsi in debito: meglio evitare.
9)Tutte le forme di ostentazione, sono considerate di cattivo gusto e scarsa cultura. In special modo marchi come Mercedes, BMW, Versace, Dolce&Gabbana, Cavalli sono associati a storie di immigrazione, disadattamento e voglia di riscatto sociale attraverso l'esibizione di lusso: quindi degli status symbol al contrario.
10) Quando si conversa, in generale vanno evitate domande troppo dirette sulla vita personale, sui sentimenti, sulla salute. Non si parla troppo di sé stessi, dei propri problemi e dei propri malanni (lamentele e vittimismo sono visti malissimo, alla domanda "come stai?" bisogna rispondere "molto bene grazie!" anche se ci è appena morto il gatto) . Meglio portare il discorso su temi impersonali e accessibili a tutti gli interlocutori: tempo, libri ...
n.d.t.: I latini spesso scambiano il piano neutrale su cui viene mantenuta la conversazione per superficialità e freddezza. In realtà, proprio per un'alta considerazione dell'intimità e del sentimento, non si ama sbandierarlo ai quattro venti e con persone semisconosciute, atteggiamento questo che viene considerato superficiale e poco sincero e freddo.
11) Non è apprezzato ed è guardato con sospetto l'immigrante che parla continuamente male del proprio Paese, dei propri connazionali e che si atteggia a integrato al 200% scimmiottando in modo forzato atteggiamenti, valori e stili di vita locali.
13) All' entrare in casa ci si toglie le scarpe e si sistemano in ordine accanto a quelle dei proprietari evitando di usare le mani. Nessuno vi inviterà a sedervi e mettervi comodi: l'invito suonerebbe come una costrizione, è invece sott'inteso che vi possiate sedere ed alzare ogni qualvolta lo desideriate.
Quello che più mi affascina dell'etichetta svedese è il frequente ricorrere a frasi fatte, a gesti formali e preconfezionati, senza lasciare troppo spazio a libere iniziative soggette a pericolosi fraintendimenti. È come se si voglia porre una distanza di sicurezza fisica ed emozionale tra sé stessi e gli sconosciuti, distanza che si potrà decidere di superare, in un secondo momento, solo nel raro caso in cui si avrà la certezza che ne valga veramente la pena. Una specie di selezione all'entrata della propria vita sociale. Un sacco di tempo e scocciature risparmiati!
måndag 21 juli 2008
VEM VET?
VEM VET (Lisa Ekdahl, 1994)
Du är en saga för god för att vara sann
Det är en saga i sig att vi funnit varann
Vi kunde lika gärna, aldrig nånsin mötts
Eller var vårt möte redan bestämt långt innan vi fötts
Vem vet, inte du
Vem vet, inte jag
Vi vet ingenting nu
Vi vet inget idag
Vem vet, inte du
Vem vet, inte jag
Vi vet ingenting nu
Vi vet inget idag
Ma al di là di tutto...come fa ad avere 37 anni e a dimostrarne 15?
fredag 20 juni 2008
onsdag 21 maj 2008
PRO-CREARE
(Ron Mueck, mother and child, 2001-03)Nei Paesi minimamente civilizzati semplicemente si congratulano con entrambi i genitori e non si stupiscono quando dici di volerne un quarto prima dei 32... in alcuni casi addirittura trovano strano che tu abbia GIÀ 30 anni e SOLO 3 figli ( ma questi sono casi d'élite, in cui il numero di pargoli è sbandierato come un qualsiasi altro status symbol).
Invece in Italia e Spagna, dove il modello vigente è la famiglia matriarcale monofiglio con genitrice-giurassica, ti guardano storto considerandoti un caso da servizi sociali: si chiedono se tu non abbia mai sentito parlare di "metodi anticoncezionali" o sospettano tu faccia parte di qualche strana setta... e poi poverina, tre figli per una madre sono un impegno, un sacrificio! -da notare che tutt' oggi questi Paesi affermano di essere gli unici veri depositari dei grandi valori della famiglia, al contrario dei freddi stranieri nordeuropei!-
È davvero triste constatare quanto sia difficile per i più credere che una giovane coppia possa desiderare, potersi permettere e prendersi consapevolmente l'impegno di una famiglia "consistente".
fredag 7 mars 2008
SNUS
Dovrei pagarli il doppio questi corsi: oltre a imparare lo svedese sto perfezionando la lingua autoctona, studiando le contrapposizioni antropologiche germanico-latine, imparando il bon ton scandinavo e soprattutto sto facendo terapia matrimoniale scoprendo che le stranezze del conte Hans-Axel non sono sciatterie individuali ma carattersitiche culturali... sigh!
lördag 23 februari 2008
SEMLOR
Il conte Hans-Axel le detesta, non ha voluto nemmeno assaggiarne un pezzettino, quindi non so quanto assomigliassero alle originali...comunque erano squisite!
Ingredienti:
100 gr burro
3dl di latte
50 gr lievito di birra
un pizzico di sale
2 cucchiaini di cardamomo
1 dl di zucchero semolato
1 uovo
10 dl di farina farina forte
1 cucchiaino di lievito in polvere
Per la farcitura:
pasta di mandorle (io ho usato del marzapane di Toledo)
latte q.b.
zucchero a velo
panna freschissima
uovo per lucidare
Procedimento:
Portare il latte a circa 37 gradi, unirvi il burro fuso e intiepidito. In una terrina sbriciolare il lievito e scioglierlo con parte della miscela ottenuta. Battendo con una frusta incorporarvi quindi lo zucchero, il sale, il lievito in polvere, l'uovo, il cardamomo, aggiungere poi pian piano la farina aiutandosi con un cucchiaio di legno. Impastare energicamente per 5 minuti e lasciare riposare in un luogo tiepido e al riparo da correnti d'aria per 40 minuti. Reimpastare con cura e formare delle palline grandi quanto un mandarino fino ad esaurire l'impasto. Lasciarle lievitare in un luogo caldo per circa mezz'ora, quindi lucidarle con l'uovo leggermente battuto e infornare a 250 gradi, ficnché saranno dorate e profumate.
Una volta sfornate, tagliare con un coltello affilato una piccola porzione di semla nella parte superiore, come fosse un cappellino e conservarlo. Con delicatezza svuotare le semlor della mollica. Impastare la mollica ricavata con un po' di pasta di mandorle e un po' di latte freddo fino ad ottenere una pasta morbida e malleabile. Riempire le semlor con il composto così ottenuto. Coprire il tutto con della panna freschissima montata a neve solida (non zuccherata!!!) aiutandosi con una siringa per dolci, appoggiare con cura il cappellino precedentemente tagliato, senza premere. Spolverare con lo zucchero a velo e servire.
lördag 16 februari 2008
DET LILLE DANSKE KÖKKEN
Soprattutto mi mancherà l'idea di avere così a portata di mano la possibilità di godere dalla ricchissima e superba gastronomia nordica.
tisdag 12 februari 2008
onsdag 9 januari 2008
KANELBULLAR TEORI
2oo gr di burro
lördag 5 januari 2008
Questa vacanza mi ha lasciato solo stress, un’influenza, tre valigie da svuotare e un sacco di lavoro arretrato.
Il prossimo anno me ne starò a casa.
Nota positiva: sono stata accettata al corso di svedese avanzato... sarà doppiamente dura siccome il corso è già iniziato da tre mesi e ho saltato il livello medio.
M. diceva di studiare solo i teoremi più difficili, così quelli facili sono delle ovvietà... vedrò se funziona anche per le lingue.
lördag 15 december 2007
SANKTA LUCIA
fredag 16 november 2007
ARCHETIPI
1) La data della sua prossima mestruazione.
2) Lo stato di profonda frustrazione emotiva in cui è "costretta" a vivere.
3) Del controverso rapporto che ha con la suocera raccontato nel dettaglio.
4) Dettagli sulle abitudini sessuali del povero, ignaro marito.
Ho inoltre dovuto sorbirmi, interdetta ed incredula:
1) Critiche e pettegolezzi a profusione riguardanti terze persone, con nomi e cognomi, a me totalmente sconosciute.
2) Monologhi deliranti e autocelebrativi a proposito della propria educazione (!)/intelligenza(!!!)/istruzione(?)/preparazione professionale e votazione al lavoro e al sacrificio (il tutto ovviamente senza imbroccare neppure un congiuntivo).
3) Battute "spam" già sentite durante il primo colloquio e ripetute come un copione.
Ahhh, che sogno il calore, l'estroversione e l'espansività latine...
Modello antropologico : “Grass de röst” (dal germanico antico: “grasso d’arrosto”: definisce, per similitudine, un individuo insano, nauseabondo, appiccicoso e difficile da digerire).
söndag 11 november 2007
NOVEMBRE
J. mi camminava accanto senza mai alzare gli occhi dall’asfalto, senza piu’ l’ ansia di dover per forza dire qualcosa nel maldestro tentativo di camuffare l’imbarazzo dell’ intimità improvvisa a cui costringe il silenzio.söndag 2 september 2007
FÄSTINGAR VS MAGGIOLINI
1) Assenza di cucarachas, maggiolini et similia.
2) Clima tendenzialmente freddo e umido, possibilmente con neve d'inverno.
3) Natura aperta facilmente raggiungibile dai centri cittadini.
4) Presenza di un' università d'arte degna di questo nome.
5) Alta e diffusa attenzione all' estetica, all'arte e al design.
6) Forte controllo sociale e individualismo.
7) Alta considerazione e rispetto per l'infanzia.
8) Assenza di fauna autoctona bipede chiassosa, logorroica, aggressiva e invadente.
9) Lingue parlate: tedesco, francese, svedese, occitano, romancio sub-silvano.
10) Localizzazione: Europa.
Oltre alle solite ovvietà come civiltà, pulizia, puntualità, educazione, meritocrazia bla bla bla...
Gli unici Paesi sopravvissuti alla selezione sono stati la Svezia, la Svizzera e gli Andossi.
Resta solo da decidere se sia peggio rischiare una borreliosi di Lyme e una tick-encefalite ogni volta che si va per mirtilli o ritrovarsi tra i capelli o contro il parabrezza delle grasse e croccanti blatte bronzee e pelose una volta all'anno per un mese intero.


Meglio le zecche... non ci sono dubbi!
torsdag 23 augusti 2007
Balladen om Fredrik Åkare och den söta fröken Cecilia Lind
Från Öckerö loge hörs dragspel och bas
och fullmånen lyser som var den av glas.
Där dansar Fredrik Åkare kind emot kind
med lilla fröken Cecilia Lind.
Hon dansar och blundar så nära intill,
hon följer i dansen precis vart han vill.
Han för och hon följer så lätt som en vind,
Men säg varför rodnar Cecilia Lind?
Säg var det för det Fredrik Åkare sa:
Du doftar så gott och du dansar så bra.
Din midja är smal och barmen är trind.
Vad du är vacker, Cecilia Lind.
Men dansen tog slut och vart skulle dom gå?
Dom bodde så nära varandra ändå.
Till slut kom dom fram till Cecilias grind.
Nu vill jag bli kysst, sa Cecilia Lind.
Vet hut, Fredrik Åkare, skäms gamla karln!
Cecilia Lind är ju bara ett barn.
Ren som en blomma, skygg som en hind.
Jag fyller snart sjutton, sa Cecilia Lind.
Och stjärnorna vandra och timmarna fly
och Fredrik är gammal men månen är ny.
Ja, Fredrik är gammal men kärlek är blind.
Åh, kyss mig igen, sa Cecilia Lind.
Testo: Cornelis Vreeswijk, 1966
Musica: canzone popolare americana "Monday morning"
onsdag 8 augusti 2007
SCHELETRI NELL' ARMADIO SCANDINAVO
söndag 5 augusti 2007
FINE ESTATE
Questa mattina la mamma del conte Hans-Axel si è alzata presto per preparare un succulento pranzo tradizionale estivo: patate fresche all'aneto, burro, pane croccante, sill, uova, salmone marinato, insalata di germogli, mirtilli appena colti, ribes e una splendida torta di fragole.Dice che in gravidanza e durante l'allattamento bisogna nutrirsi bene.
Abbiamo mangiato da sole sulla veranda, con calma, assaporando gli effluvi agrodolci di quei cibi atavici che si mescolavano al profumo del mare, del bosco e alle risa dei bagnanti portate dal vento.
Ci siamo godute in silenzio la luce della tarda mattinata come un regalo prezioso.
Biondissime, di bianco vestite e un po' malinconiche come due dame in un dipinto di Larsson.
Tutto semplice e perfetto.
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